Catechesi

I vostri figli stanno percorrendo l’itinerario chiamato “Iniziazione cristiana”; questo cammino è l’espressione di una comunità che educa, “tutta la comunità” si fa carico della fede dei propri bambini e dei propri ragazzi e questo avviene in comunione con ciascuna famiglia. E’ proprio all’interno della famiglia che trova origine il cammino di fede.

Voi genitori, personalmente, avete scelto di donare la fede ai vostri figli il giorno del loro BATTESIMO.

La catechesi, vissuta con la guida di un catechista, ha il compito di supportare i genitori nel loro ruolo di accompagnamento e di far sperimentare ai ragazzi la condivisione delle loro convinzioni con i coetanei ed inoltre di interpretarle e prenderne coscienza insieme alla propria famiglia.

A Gravedona:

Classe giorno ora
1^ elem. primo giovedì + terza domenica 15:00
2^ elem. martedì 15:00
3^ elem. giovedì 15:00
4^ elem. giovedì 15:00
5^ elem. martedì 15:00
1^ media venerdì 15:00
2^ media venerdì 15:00
3^ media lunedì 15:00

A Consiglio:

Classe giorno ora
1^ elem. primo giovedì + terza domenica 15:00
 =
3^ elem. giovedì 16:00
4^ elem. giovedì 15:00
5^ elem. sabato 10:00
1^ media martedì 15:30
2^ media giovedì quindicinale 15:00
 =

N.B:  è possibile iscriversi e frequentare a Gravedona o a Consiglio

«Vivere, non vivacchiare!»: questa è la strada per sperimentare in pienezza la forza e la gioia del Vangelo.

gioia-del-vangeloNon può bastarci essere “come Gesù” se questo non ci cambia la vita. Attraverso il Vangelo, il Signore propone a ciascuno di noi di fare un passo in avanti, quello decisivo, che implica una scelta e porta a cambiare vita. Gesù rompe gli schemi noiosi nei quali pretendiamo di imprigionarlo e ci sorprende con la sua costante creatività. Ogni volta che cerchiamo di tornare alla fonte e recuperare la freschezza originale del Vangelo spuntano nuove strade, percorsi inesplorati.

Papa Francesco, nella Messa conclusiva della XXXI Giornata Mondiale della Gioventù a Cracovia ha detto così ai giovani del mondo: «…mettersi in gioco, perché la vita non va chiusa in un cassetto. Davanti a Gesù non si può rimanere seduti in attesa con le braccia conserte; a Lui, che ci dona la vita, non si può rispondere con un pensiero o con un semplice “messaggino”!

Non abbiate paura di dirgli “sì” con tutto lo slancio del cuore, di rispondergli generosamente, di seguirlo!

Non lasciatevi anestetizzare l’anima, ma puntate al traguardo dell’amore bello, che richiede anche la rinuncia, e un “no” forte al doping del successo ad ogni costo e alla droga del pensare solo a sé e ai propri comodi»

Un insieme di buone pratiche non è la strada che vogliamo indicare ai nostri ragazzi ma vogliamo invitarli, in qualsiasi luogo e situazione si trovino, a rinnovare il loro incontro personale con Gesù o, almeno, a prendere la decisione di lasciarsi incontrare da Lui, di cercarlo ogni giorno senza sosta. Non c’è motivo per cui qualcuno possa pensare che questo invito non è per lui perché «nessuno è escluso dalla gioia portata dal Signore». (Paolo VI)

La gioia del Vangelo riempie il cuore e la vita intera di coloro che si incontrano con Gesù.

Io stesso posso essere Vangelo vivente, ogni giorno, seguendo gli insegnamenti che Gesù ci dona: significa essere testimoni veri del suo amore, in ogni ambiente in cui viviamo, in ogni attività che svolgiamo.

Guardiamo ai primi discepoli che, subito dopo aver conosciuto lo sguardo di Gesù, andavano a proclamarlo pieni di gioia: «Abbiamo incontrato il Messia» (Gv 1,41). La samaritana, non appena terminato il suo dialogo con Gesù, divenne missionaria, e molti samaritani credettero in Gesù «per la parola della donna» (Gv 4,39).

Anche san Paolo, a partire dal suo incontro con Gesù Cristo, «subito annunciava che Gesù è il figlio di Dio» (At 9,20). E noi che cosa aspettiamo?

La famiglia è l’ambiente educativo e di trasmissione della fede per eccellenza: spetta dunque anzitutto alle famiglie comunicare i primi elementi della fede ai propri figli, sin da bambini.

Sono esse le prime «scuole di preghiera», gli ambienti in cui insegnare quanto sia importante stare con Gesù, ascoltando i Vangeli che ci parlano di lui.

C’è un’impronta che solo la famiglia può dare e che rimane nel tempo.

La catechesi in famiglia è immediata, legata alla quotidianità; la vita di tutti i giorni è un valido stimolo per rendere “vivo” il Vangelo.

Alcuni genitori hanno fatto in questi anni l’esperienza che anche un viaggio in auto può diventare un’occasione per parlare ai propri figli di Gesù, di come Lui amava partendo dalle situazioni vissute.

Essere genitori catechisti è una scelta difficile per tanti aspetti, soprattutto perché il più delle volte ci si sente inadeguati o impreparati.

Certamente è, però, un’azione naturale, così come lo è aiutare i figli, educarli, consigliarli, esser loro vicini nei momenti più complicati, ma a volte splendidi, della loro vita.

Visto così, si capisce che fare catechesi è semplicemente vivere il messaggio di Gesù nella vita di ogni giorno, facendo sì che non sia solo uno schema da seguire, ma un vero e proprio stile di vita che possiamo proporre ai nostri figli proprio perché cerchiamo di viverlo noi in prima persona.

Educare i figli alla fede, per i genitori equivale a trasmettere loro il codice cristiano dell’esistenza, cioè educarli a uno sguardo di fede sugli avvenimenti, sulle persone, sulle cose, sul mondo.

La prima e irrinunciabile “lezione” settimanale di catechesi è la partecipazione dei genitori, insieme ai figli, alla S. Messa della domenica.

Un Vangelo vissuto tra le mura di casa, negli affetti, nella cura reciproca tra gli sposi, tra genitori e figli, ha bisogno necessariamente di un’apertura alla comunità cristiana perché non manchi quell’orizzonte più ampio della grande Famiglia di Dio, che è la Chiesa.

La vita di ogni persona nasce nella famiglia, ma non si ferma ad essa. La catechesi vissuta in Parrocchia non è una scuola dove imparare nozioni o conoscere tutto su Gesù. Come non è un passaggio finalizzato ai sacramenti; sbagliato partecipare al percorso di catechesi per avere il biglietto per il battesimo, la comunione, la cresima, il matrimonio, ed altro.

La Comunità Parrocchiale è la nostra palestra di allenamento per amarci gli uni gli altri come Gesù ci ha amato e ci continua ad amare.

È in questo che la catechesi, familiare e comunitaria, educano a far crescere la persona nella fede, nella fiducia e nel rapporto d’amicizia con Gesù: nell’esperienza viva di una comunità.

L’impegno della comunità è fondamentale per offrire alle famiglie il necessario supporto, in particolare nell’itinerario dell’iniziazione cristiana,